


Verso la fine del secolo XVIII iniziò l’opera di bonifica della pianura e si avviò la ricostruzione della cittá nel sito in cui era stata fiorente quella antica. Intorno alla Chiesa dell’Immacolata, costruita nel 1843, si sviluppò il nuovo centro urbano di Pontecagnano, in quanto capoluogo della Piana Picentina, la cui conversione all’agricoltura specializzata fu opera di una notevole borghesia imprenditoriale protagonista del rilancio economico. Al periodo compreso tra la fine del 1700 e gli inizi del 1900 risalgono anche alcune importanti masserie cittadine, emblemi della trasformazione del Mezzogiorno d’Italia. Nel frattempo, la nascita del nuovo centro e lo sviluppo di fiorenti colture avevano indotto le popolazioni di Faiano e Pontecagnano, le cosiddette “frazioni basse” del Comune di Montecorvino Pugliano, a chiedere l’autonomia comunale. La lotta venne sostenuta, tra il 1890 e il 1911, da un apposito comitato, presieduto dall’avvocato Amedeo Moscati, che venne, quindi, all’indomani della costituzione del nuovo Comune (18 giugno 1911), eletto primo sindaco.
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